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	<title>Il Blog di Camaldo Francesco &#187; franco</title>
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		<title>Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 14:32:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ZI09012304 &#8211; 23/01/2009
Permalink: http://www.zenit.org/article-16920?l=italian
Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009
 
&#8220;Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia&#8221;
 
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 23 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Di seguito pubblichiamo il Messaggio di Benedetto XVI per la 43a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009 sul tema: &#8220;Nuove tecnologie, nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ZI09012304 &#8211; 23/01/2009<br />
Permalink: http://www.zenit.org/article-16920?l=italian</p>
<h1>Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009</h1>
<p> </p>
<p><strong>&#8220;Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia&#8221;</strong></p>
<p> </p>
<div id="article">CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 23 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Di seguito pubblichiamo il Messaggio di Benedetto XVI per la 43a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009 sul tema: &#8220;<em>Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia</em>&#8220;.</div>
<p align="center">* * *</p>
<p align="center"><strong><em>Nuove tecnologie, nuove relazioni.</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia</em></strong></p>
<p>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>in prossimità ormai della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, mi è caro rivolgermi a voi per esporvi alcune mie riflessioni sul tema scelto per quest’anno: <em>Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia. </em>In effetti, le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti tra i giovani che sono cresciuti in stretto contatto con queste nuove tecniche di comunicazione e si sentono quindi a loro agio in un mondo digitale che spesso sembra invece estraneo a quanti di noi, adulti, hanno dovuto imparare a capire ed apprezzare le opportunità che esso offre per la comunicazione. Nel messaggio di quest’anno, il mio pensiero va quindi in modo particolare a chi fa parte della cosiddetta <em>generazione digitale: </em>con loro vorrei condividere alcune idee sullo straordinario potenziale delle nuove tecnologie, se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana. Tali tecnologie sono un vero dono per l’umanità: dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile. (Francesco Camaldo)</p>
<p>L’accessibilità di cellulari e computer, unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo: è, questa, chiaramente una possibilità impensabile per le precedenti generazioni. I giovani, in particolare, hanno colto l’enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi, per creare comunità e reti, per cercare informazioni e notizie, per condividere le proprie idee e opinioni. Molti benefici derivano da questa nuova cultura della comunicazione: le famiglie possono restare in contatto anche se divise da enormi distanze, gli studenti e i ricercatori hanno un accesso più facile e immediato ai documenti, alle fonti e alle scoperte scientifiche e possono, pertanto, lavorare in équipe da luoghi diversi; inoltre la natura interattiva dei nuovi media facilita forme più dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale. (Francesco Camaldo)</p>
<p>Sebbene sia motivo di meraviglia la velocità con cui le nuove tecnologie si sono evolute in termini di affidabilità e di efficienza, la loro popolarità tra gli utenti non dovrebbe sorprenderci, poiché esse rispondono al desiderio fondamentale delle persone di entrare in rapporto le une con le altre. Questo desiderio di comunicazione e amicizia è radicato nella nostra stessa natura di esseri umani e non può essere adeguatamente compreso solo come risposta alle innovazioni tecnologiche. Alla luce del messaggio biblico, esso va letto piuttosto come riflesso della nostra partecipazione al comunicativo ed unificante amore di Dio, che vuol fare dell’intera umanità un’unica famiglia. Quando sentiamo il bisogno di avvicinarci ad altre persone, quando vogliamo conoscerle meglio e farci conoscere, stiamo rispondendo alla chiamata di Dio – una chiamata che è impressa nella nostra natura di esseri creati a immagine e somiglianza di Dio, il Dio della comunicazione e della comunione. (Francesco Camaldo)</p>
<p>Il desiderio di connessione e l’istinto di comunicazione, che sono così scontati nella cultura contemporanea, non sono in verità che manifestazioni moderne della fondamentale e costante propensione degli esseri umani ad andare oltre se stessi per entrare in rapporto con gli altri. In realtà, quando ci apriamo agli altri, noi portiamo a compimento i nostri bisogni più profondi e diventiamo più pienamente umani. Amare è, infatti, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore. Naturalmente, non parlo di passeggere, superficiali relazioni; parlo del vero amore, che costituisce il centro dell’insegnamento morale di Gesù: &#8220;Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza&#8221; e &#8220;Amerai il tuo prossimo come te stesso&#8221; (cfr <em>Mc</em> 12,30-31). In questa luce, riflettendo sul significato delle nuove tecnologie, è importante considerare non solo la loro indubbia capacità di favorire il contatto tra le persone, ma anche la qualità dei contenuti che esse sono chiamate a mettere in circolazione. Desidero incoraggiare tutte le persone di buona volontà, attive nel mondo emergente della comunicazione digitale, perché si impegnino nel promuovere una cultura del <em>rispetto, </em>del <em>dialogo, </em>dell’<em>amicizia. (Francesco Camaldo)</em></p>
<p>Pertanto, coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media non possono non sentirsi impegnati al <em>rispetto </em>della dignità e del valore della persona umana. Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi. (Camaldo Francesco)</p>
<p>Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al <em>dialogo</em> tra persone di differenti paesi, culture e religioni. La nuova arena digitale, il cosiddetto <em>cyberspace</em>, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso. Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Occorre non lasciarsi ingannare da quanti cercano semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva<em> </em>soppianta la verità<em>. (Camaldo Francesco)</em></p>
<p>Il concetto di <em>amicizia</em> ha goduto di un rinnovato rilancio nel vocabolario delle reti sociali digitali emerse negli ultimi anni. Tale concetto è una delle più nobili conquiste della cultura umana. Nelle nostre amicizie e attraverso di esse cresciamo e ci sviluppiamo come esseri umani. Proprio per questo la vera amicizia è stata da sempre ritenuta una delle ricchezze più grandi di cui l’essere umano possa disporre. Per questo motivo occorre essere attenti a non banalizzare il concetto e l’esperienza dell’amicizia. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare <em>on-line</em> le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano. (Camaldo Francesco)</p>
<p>L’amicizia è un grande bene umano, ma sarebbe svuotato del suo valore, se fosse considerato fine a se stesso. Gli amici devono sostenersi e incoraggiarsi l’un l’altro nello sviluppare i loro doni e talenti e nel metterli al servizio della comunità umana. In questo contesto, è gratificante vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell’umanità, se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell’informazione e della socializzazione umana. (Camaldo Francesco)</p>
<p>Vorrei concludere questo messaggio rivolgendomi, in particolare, ai <em>giovani</em> <em>cattolici,</em> per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. Carissimi, sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita! Nei primi tempi della Chiesa, gli Apostoli e i loro discepoli hanno portato la Buona Novella di Gesù nel mondo greco romano: come allora l’evangelizzazione, per essere fruttuosa, richiese l’attenta comprensione della cultura e dei costumi di quei popoli pagani nell’intento di toccarne le menti e i cuori, così ora l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo. A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo &#8220;continente digitale&#8221;. Sappiate farvi carico con entusiasmo dell’annuncio del Vangelo ai vostri coetanei! Voi conoscete le loro paure e le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro delusioni: il dono più prezioso che ad essi potete fare è di condividere con loro la &#8220;buona novella&#8221; di un Dio che s’è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per salvare l’umanità. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l’identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede può dare risposta: siatene gli araldi! Il Papa vi è accanto con la sua preghiera e con la sua benedizione.</p>
<p>Dal Vaticano, 24 gennaio 2009</p>
<p align="right"><em>BENEDICTUS PP. XVI</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>[© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana]</em></p>
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		<title>Benedetto XVI parla con i giovani del cyberspazio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 14:17:55 +0000</pubDate>
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Permalink: http://www.zenit.org/article-18313?l=italian
Benedetto XVI parla con i giovani del cyberspazio
 
Chiesa e social network: un passo decisivo
 
CITTA&#8217; DEL VATICANO, martedì, 19 maggio 2009 (ZENIT.org).- Facebook, iphone, youtube, wikipedia saranno d&#8217;ora in poi quattro nuovi mondi digitali nei quali la Chiesa cattolica ha deciso di abitare.

Come ha detto lo stesso Papa Benedetto XVI nel suo Messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ZI09051903 &#8211; 19/05/2009<br />
Permalink: http://www.zenit.org/article-18313?l=italian</p>
<h1>Benedetto XVI parla con i giovani del cyberspazio</h1>
<p> </p>
<p><strong>Chiesa e social network: un passo decisivo</strong></p>
<p><strong> </strong><br />
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	-->CITTA&#8217; DEL VATICANO, martedì, 19 maggio 2009 (ZENIT.org).- Facebook, iphone, youtube, wikipedia saranno d&#8217;ora in poi quattro nuovi mondi digitali nei quali la Chiesa cattolica ha deciso di abitare.</p>
<div id="article">
<p>Come ha detto lo stesso Papa Benedetto XVI nel suo <a href="http://www.zenit.org/article-16920?l=italian">Messaggio</a> per la 43° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, internet è un luogo da abitare e nel quale soprattutto i giovani devono portare l&#8217;amicizia vera che viene dall&#8217;incontro con Cristo Risorto. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p> <br />
Ed è proprio in questa consapevolezza evangelica e nel coraggio di mettersi in gioco nel &#8220;mondo&#8221; dei social network, trasformandolo in un mondo di amicizia e dialogo vero, che si inserisce il progetto Pope2You. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p>Pope2You nasce dalla volontà del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali di fornire alla Chiesa ed al Papa nuovi e aggiornati spazi di comunicazione. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p>Attraverso il portale Benedetto XVI si metterà in comunicazione con tutti i giovani e le giovani del mondo. Il portale infatti è disponibile in 5 lingue e permette ai giovani di entrare in contatto con la persona di Benedetto XVI, attraverso le sue parole, ed in particolare attraverso l&#8217;importante messaggio per la 43a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p>Il progetto permetterà ai giovani e non solo di guardare le ultime notizie dal mondo cattolico e specialmente quelle relative all&#8217;attività pastorale di Benedetto XVI attraverso il canale You Tube e attraverso una nuovissima applicazione creata appositamente dall&#8217;agenzia <a href="http://www.h2onews.org/" target="_blank">h2onews</a> per la piattaforma iPhone e iPod touch (e probabilmente presto disponibile anche per altri supporti mobili). (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p>Attraverso il portale Pope2You si accederà inoltre al modo parallelo di Facebook, attraverso una applicazione che permetterà di inviare ai propri amici delle cartoline virtuali contenenti le parole del Papa, i suoi messaggi augurali ed il messaggio stesso della Giornata delle Comunicazioni. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p>Per ultimo ma non di minore importanza, grazie alla collaborazione con l&#8217;Ufficio di Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, è messo a disposizione un utile supporto in stile WIKI per la lettura e l&#8217;utilizzo pastorale del Messaggio di Benedetto XVI. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p>
<p>Quattro applicazioni importanti, che aprono definitivamente alla Chiesa il mondo dei social network: uno spazio da abitare nel quale la Chiesa potrà incontrare nuove persone e rinvigorire così conoscenze, amicizie, dialogo e solidarietà. (Blog &#8211; Francesco Camaldo)</p></div>
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		<title>DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI AI CAMPIONATI MONDIALI DI NUOTO &#8211; ROMA 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 16:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
Sabato, 1° agosto 2009
Cari amici,
ho accolto con vivo compiacimento il vostro invito ad incontrarvi, in occasione dei campionati mondiali di nuoto. Grazie per la vostra gradita visita; porgo volentieri a ognuno e ad ognuna di voi il mio cordiale benvenuto! Rivolgo un deferente pensiero anzitutto al Presidente della Federazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/august/documents/hf_ben-xvi_spe_20090801_mondiali-nuoto_it.html"><em><span style="color: #663300;">Cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo<br />
Sabato, </span></em><span style="color: #663300;"><em>1° agosto 2009</em></span></a></p>
<p><em>Cari amici,</em></p>
<p>ho accolto con vivo compiacimento il vostro invito ad incontrarvi, in occasione dei campionati mondiali di nuoto. Grazie per la vostra gradita visita; porgo volentieri a ognuno e ad ognuna di voi il mio cordiale benvenuto! Rivolgo un deferente pensiero anzitutto al Presidente della Federazione Mondiale Nuoto (FINA), il Sig. Julio Maglione, e al Presidente della Federazione Italiana Nuoto (FIN), l’On. Paolo Barelli, mentre li ringrazio anche per le gentili parole che mi hanno indirizzato a nome di voi tutti. Saluto le Autorità presenti, i dirigenti e i responsabili, i tecnici, i delegati, i giornalisti e gli operatori dei <em>mass-media</em>, i volontari, gli organizzatori e quanti hanno contributo alla realizzazione di questo evento sportivo mondiale. Il mio saluto più affettuoso è specialmente per voi, cari atleti di diverse nazionalità, che siete i protagonisti di questi campionati mondiali di nuoto. Con le vostre gare offrite al mondo un avvincente spettacolo di disciplina e di umanità, di bellezza artistica e di tenace volontà. Mostrate a quali traguardi può condurre la vitalità della giovinezza, quando non si rifiuta la fatica di duri allenamenti e si accettano volentieri non pochi sacrifici e privazioni. Tutto questo costituisce anche per i vostri coetanei un’importante lezione di vita. (Francesco Camaldo)</p>
<p>Com’è stato poc’anzi ricordato, lo sport, praticato con passione e vigile senso etico, specialmente per la gioventù, diventa palestra di sano agonismo e di perfezionamento fisico, scuola di formazione ai valori umani e spirituali, mezzo privilegiato di crescita personale e di contatto con la società. Assistendo a questi mondiali di nuoto ed ammirando i risultati conseguiti, non è difficile rendersi conto di quanta potenzialità Iddio abbia dotato il corpo umano, e quali interessanti obbiettivi di perfezione esso possa raggiungere. Il pensiero va allora allo stupore del Salmista che, contemplando l’universo, canta la gloria di Dio e la grandezza dell’essere umano. “Quando vedo i tuoi cieli, &#8211; leggiamo nel <em>Salmo 8</em> &#8211; opere delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perchè di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perchè te ne curi? Davvero l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato” (vv. 4-5). Come allora non ringraziare il Signore per aver dotato il corpo dell’uomo di tanta perfezione; per averlo arricchito di una bellezza e di un’armonia che si possono esprimere in tanti modi! (Francesco Camaldo)</p>
<p>Le discipline sportive, ognuna con modalità diverse, ci aiutano ad apprezzare questo dono che Iddio ci ha fatto. La Chiesa segue e si prende cura dello sport, praticato non come un fine a se stesso, ma come un mezzo, come strumento prezioso per la formazione perfetta ed equilibrata di tutta la persona. Anche nella <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM">Bibbia</a> troviamo interessanti riferimenti allo sport come immagine della vita. Ad esempio, l’apostolo Paolo lo ritiene un autentico valore umano, lo utilizza non solo come metafora per illustrare alti ideali etici e ascetici, bensì pure come mezzo per la formazione dell’uomo e come componente della sua cultura e della sua civiltà. (Francesco Camaldo)</p>
<p>Voi, cari atleti, siete modelli per i vostri coetanei, ed il vostro esempio può essere per loro determinante nel costruire positivamente il loro avvenire. Siate allora campioni nello sport e nella vita! Si è fatto prima cenno a <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/index_it.htm">Giovanni Paolo II</a> il quale, <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/documents/hf_jp-ii_hom_20001029_jubilee-sport_it.html">incontrando nell’ottobre dell’Anno giubilare 2000 il mondo dello sport</a>, ebbe a sottolineare la grande importanza della pratica sportiva, proprio perché “può favorire l’affermarsi nei giovani di valori importanti quali la lealtà, la perseveranza, l’amicizia, la condivisione, la solidarietà” (<em>Insegnamenti</em>, vol. XXIII/2, p. 729). Inoltre, manifestazioni sportive come la vostra, grazie ai moderni mezzi di comunicazione sociale, esercitano un notevole impatto sull’opinione pubblica, dato che il linguaggio dello sport è universale e raggiunge specialmente le nuove generazioni. Veicolare messaggi positivi attraverso lo sport contribuisce pertanto a costruire un mondo più fraterno e solidale. (Francesco Camaldo)</p>
<p>Chers amis sportifs de langue française, je suis heureux de vous recevoir et de vous saluer cordialement à l’occasion des championnats du monde de natation. Le sport que vous pratiquez est une école de générosité, de loyauté et de respect de l’autre. Puisse-t-il favoriser le développement des valeurs d’amitié et de partage entre les personnes et entre les peuples. Que Dieu vous bénisse!</p>
<p><em>[Cari amici sportivi di lingua francese, sono felice di accogliervi e di salutarvi cordialmente in occasione dei campionati mondiali di nuoto. Lo sport che praticate è una scuola di generosità, di lealtà e di rispetto per l'altro. Auspico che possa favorire lo sviluppo dei valori di amicizia e di condivisione tra le persone e tra i popoli. Che Dio vi benedica!] (Francesco Camaldo)</em></p>
<p>I am pleased to greet the English-speaking athletes taking part in the International Swimming Federation World Championships, together with the many officials, support staff, volunteers and friends who have joined you here in Rome during these days. May your pursuit of excellence be accompanied by gratitude for your God-given gifts and a desire to help others to use their own gifts in building a better and more united world. Upon you and your families I invoke God’s blessings of joy and peace! (Francesco Camaldo)</p>
<p><em>[Sono lieto di accogliere gli atleti di lingua inglese che prendono parte ai Campionati mondiali della federazione internazionale di nuoto, insieme ai molti dirigenti, al personale di sostegno, ai volontari e agli amici che vi hanno raggiunto qui a Roma in questi giorni. Possa la vostra ricerca dell'eccellenza essere accompagnata dalla gratitudine per i doni che avete ricevuto da Dio e dal desiderio di aiutare gli altri a utilizzare i propri doni nel costruire un mondo migliore e più unito. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco le benedizioni di Dio della gioia e della pace!] (Francesco Camaldo)</em></p>
<p>Von Herzen grüße ich die deutschsprachigen Teilnehmer der Schwimm-Weltmeisterschaft hier in Rom. Liebe Freunde, als sportliche Wettkämpfer bringt ihr Höchstleistungen und seid Vorbilder für viele junge Menschen. Setzt euch in eurer Lebenswelt für das Gute und Bleibende ein, damit der Sport der Entfaltung der Gaben dient, die Gott den Menschen geschenkt hat. Der Herr segne euch auf all euren Wegen. (Francesco Camaldo)</p>
<p><em>[Saluto di cuore i partecipanti di lingua tedesca ai mondiali di nuoto qui a Roma. Cari amici, come competitori sportivi offrite delle prestazioni molto elevate e siete esempio per molti giovani. Impegnatevi nel mondo in cui vivete per ciò che è buono e duraturo, affinché lo sport serva a sviluppare i doni che Dio ha fatto all'uomo. Il Signore vi benedica nel vostro cammino.]</em></p>
<p>Saludo cordialmente a los presentes de lengua española: atletas, dirigentes y cuantos han participado de varios modos en el Campeonato Mundial de Natación. Os invito a seguir fomentando el deporte de acuerdo con los más altos valores humanos, de manera que favorezca el sano desarrollo físico de quienes lo practican, y sea así una propuesta para la formación integral de niños y jóvenes. Muchas gracias. (Francesco Camaldo)</p>
<p><em>[Saluto cordialmente tutti i presenti di lingua spagnola: atleti, dirigenti e tutti coloro che hanno partecipato in vari modi al Campionato mondiale di nuoto. Vi invito a continuare a praticare lo sport in armonia con i più alti valori umani, in modo che favorisca il sano sviluppo fisico di coloro che lo praticano, e costituisca così una proposta di formazione integrale dei bambini e dei giovani. Grazie.] </em></p>
<p>Queridos amigos de língua portuguesa que tomais parte neste campeonato mundial de natação, a todos saúdo cordialmente, aproveitando para vos agradecer a lição de vida que ofereceis ao mundo, feita de disciplina e humanidade, de beleza artística e vontade forte para vencer e sobretudo para se vencer a si mesmo. Invoco a ajuda de Deus sobre vós e vossas famílias, ao conceder-vos a Bênção Apostólica. (Francesco Camaldo)</p>
<p><em>[Cari amici di lingua portoghese che prendete parte a questo campionato mondiale di nuoto, vi saluto tutti cordialmente e approfitto per ringraziarvi della lezione di vita che offrite al mondo, fatta di disciplina e umanità, di bellezza artistica e di forte volontà per vincere e soprattutto per vincere voi stessi. Invoco l'aiuto di Dio su di voi e sulle vostre famiglie, concedendovi la Benedizione Apostolica.] </em></p>
<p>Cari amici, e soprattutto voi, cari atleti, mentre ancora vi ringrazio per questo cordiale incontro, vi auguro di “nuotare” verso sempre più impareggiabili ideali. Vi assicuro un ricordo nella preghiera e invoco su di voi, sulle vostre famiglie e su tutti i vostri cari, per intercessione della Beata Vergine Maria, la benedizione divina.</p>
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		<title>BIOGRAFIA DI SUA SANTITA BENEDETTO XVI</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 16:01:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Cardinale Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau (Germania), il 16 aprile del 1927 (Sabato Santo), e battezzato lo stesso giorno. Il padre, Commissario di polizia, proveniva da un’antica famiglia di agricoltori della Bassa Baviera, di condizioni economiche piuttosto modeste. La madre era figlia di artigiani di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/biography/documents/hf_ben-xvi_bio_20050419_short-biography_it.html">Il Cardinale Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI</a>, è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau (Germania), il 16 aprile del 1927 (Sabato Santo), e battezzato lo stesso giorno. Il padre, Commissario di polizia, proveniva da un’antica famiglia di agricoltori della Bassa Baviera, di condizioni economiche piuttosto modeste. La madre era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago Chiem, e prima di sposarsi aveva lavorato come cuoca in vari hotels. Francesco Camaldo</p>
<p align="left">Trascorse l’infanzia e l’adolescenza in Traunstein, piccola località vicina alla frontiera con l’Austria, a 30 km. da Salisburgo. In questo contesto, che egli stesso ha definito “mozartiano”, ricevette  la sua formazione cristiana, umana e culturale. <a href="http://www.camaldo.info/2009/08/caritas-in-veritate-del-sommo-pontefice-benedetto-xvi-francesco-camaldo/">Francesco Camaldo</a></p>
<p align="left">Non fu facile il periodo della sua giovinezza. La fede e l’educazione della famiglia lo prepararono ad affrontare la dura esperienza di quei tempi, in cui il regime nazista manteneva un clima di forte ostilità contro la Chiesa cattolica. Il giovane Joseph vide come i nazisti colpivano il parroco prima della celebrazione della Santa Messa. <a href="http://www.camaldo.info/2009/08/libro-di-mons-francesco-camaldo/">Francesco Camaldo</a></p>
<p align="left"> Proprio in tale complessa situazione, egli ebbe a scoprire la bellezza e la verità della fede in Cristo; un ruolo fondamentale per questo svolse l’attitudine della sua famiglia, che sempre dette chiara testimonianza di bontà e di speranza, radicata nella consapevole appartenenza alla Chiesa. <a href="http://www.camaldo.info/category/ordini-del-merito/">Francesco Camaldo</a></p>
<p align="left">Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale fu arruolato nei servizi ausiliari antiaerei. </p>
<p align="left">Dal 1946 al 1951 studiò filosofia e teologia nella Scuola superiore di filosofia e di teologia di Frisinga e nell’università di Monaco di Baviera.</p>
<p align="left">Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1951.</p>
<p align="left">Un anno dopo intraprese l’insegnamento nella Scuola superiore di Frisinga.</p>
<p align="left">Nel 1953 divenne dottore in teologia con la tesi “Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant’Agostino”. Quattro anni dopo, sotto la direzione del noto professore di teologia fondamentale Gottlieb Söhngen, ottenne l’abilitazione all’insegnamento con una dissertazione su: “La teologia della storia di San Bonaventura”.</p>
<p align="left">Dopo aver insegnato teologia dogmatica e fondamentale nella Scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga, proseguì la sua attività di docenza a Bonn, dal 1959 al 1963; a Münster, dal 1963 al 1966; e a Tubinga, dal 1966 al 1969. In quest’ultimo anno divenne cattedratico di dogmatica e storia del dogma all’Università di Ratisbona, dove ricoprì al tempo stesso l’incarico di vicepresidente dell’Università. Francesco Camaldo</p>
<p align="left">Dal 1962 al 1965 dette un notevole contributo al Concilio Vaticano II come “esperto”; assistette come consultore teologico del Cardinale Joseph Frings, Arcivescovo di Colonia.</p>
<p align="left">Un’intensa attività scientifica lo condusse a svolgere importanti incarichi al servizio della Conferenza Episcopale Tedesca e nella Commissione Teologica Internazionale.</p>
<p align="left">Nel 1972, insieme ad Hans Urs von Balthasar, Henri de Lubac ed altri grandi teologi, dette inizio alla rivista di teologia “Communio”.</p>
<p align="left">Il 25 marzo del 1977 il Papa Paolo VI lo nominò Arcivescovo di Monaco e Frisinga e ricevette l’Ordinazione episcopale il 28 maggio. Fu il primo sacerdote diocesano, dopo 80 anni, ad assumere il governo pastorale della grande Arcidiocesi bavarese. Come motto episcopale scelse “collaboratore della verità”, ed egli stesso ne dette la spiegazione: “per un verso, mi sembrava che era questo il rapporto esistente tra il mio precedente compito di professore e la nuova missione. Anche se in modi diversi, quel che era e continuava a restare in gioco era seguire la verità, stare al suo servizio. E, d’altra parte, ho scelto questo motto perché nel mondo di oggi il tema della verità viene quasi totalmente sottaciuto; appare infatti come qualcosa di troppo grande per l’uomo, nonostante che tutto si sgretoli se manca la verità”.</p>
<p align="left">Paolo VI lo creò Cardinale, con il titolo presbiterale di “Santa Maria Consolatrice al Tiburtino”, nel Concistoro del 27 giugno del medesimo anno.</p>
<p align="left">Nel 1978, il Cardinale Ratzinger prese parte al Conclave, svoltosi dal 25 al 26 agosto, che elesse Giovanni Paolo I, il quale lo nominò suo Inviato Speciale al III Congresso mariologico internazionale celebratosi a Guayaquil, in Ecuador, dal 16 al 24 settembre. Nel mese di ottobre dello stesso anno prese parte al Conclave che elesse Giovanni Paolo II. Francesco Camaldo</p>
<p align="left">Fu relatore nella V Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 1980 sul tema: “Missione della famiglia cristiana nel mondo contemporaneo”, e Presidente delegato della VI Assemblea Generale Ordinaria del 1983 su “La riconciliazione e la penitenza nella missione della Chiesa”.</p>
<p align="left">Giovanni Paolo II, il 25 novembre del 1981, lo nominò Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Il 15 febbraio del 1982 rinunciò al governo pastorale dell’Arcidiocesi di  Monaco e Frisinga;  il 5 aprile del 1993 venne elevato dal Pontefice all’Ordine dei Vescovi, e gli fu assegnata la sede suburbicaria di Velletri &#8211; Segni.</p>
<p align="left">E’ stato Presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, che, dopo sei anni di lavoro (1986–1992), ha presentato al  Santo Padre  il nuovo Catechismo.</p>
<p align="left">Giovanni Paolo II, il 6 novembre del 1998, approvò la sua elezione a Vice Decano del Collegio cardinalizio da parte dei Cardinali dell’Ordine dei Vescovi, e, il 30 novembre del 2002,  quella a Decano con la contestuale assegnazione della sede suburbicaria di Ostia. Francesco Camaldo</p>
<p align="left">Fu Inviato Speciale del Papa alle celebrazioni per il XII centenario dell’erezione della Diocesi di Paderborn, in Germania, che ebbero luogo il 3 gennaio 1999.</p>
<p align="left">Dal 13 novembre del 2000 era Accademico onorario della Pontificia Accademia delle Scienze.</p>
<p align="left">Nella Curia Romana è stato membro del Consiglio della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati; delle Congregazioni per le Chiese Orientali, per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, per l’Educazione Cattolica, per il Clero e delle Cause dei Santi; dei Consigli Pontifici per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e della Cultura; del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica; e delle Commissioni Pontificie per l’America Latina, dell’“Ecclesia Dei”, per l’Interpretazione autentica del Codice di Diritto Canonico e per la Revisione del Codice di Diritto Canonico Orientale. Francesco Camaldo</p>
<p align="left">Tra le sue numerose pubblicazioni, occupa un posto particolare il libro: “Introduzione al Cristianesimo”, silloge di lezioni universitarie pubblicate nel 1968 sulla professione della fede apostolica; “Dogma e predicazione” (1973), antologia di saggi, omelie e riflessioni dedicate alla pastorale.</p>
<p align="left">Ebbe grande eco il discorso che tenne davanti all’Accademia bavarese sul tema “Perché sono ancora nella Chiesa” nel quale, con la solita sua chiarezza, affermò: “Solo nella Chiesa è possibile essere cristiano e non ai margini della Chiesa”.</p>
<p align="left">Continuò ad essere abbondante la serie delle sue pubblicazioni nel corso degli anni, costituendo un punto di riferimento per tante persone, specialmente per  quanti volevano approfondire lo studio della teologia. Nel 1985 pubblicò il libro-intervista: “Rapporto sulla fede” e, nel 1996, “Il sale della terra”. Ugualmente, in occasione del suo 70° genetliaco, venne edito il libro: “Alla scuola della verità”, in cui vari autori illustrano diversi aspetti della sua personalità e della sua opera. Francesco Camaldo</p>
<p align="left">Numerosi sono i dottorati “honoris causa” che egli ha ricevuto: dal College of St. Thomas in St. Paul (Minnesota, USA) nel 1984; dall’Università cattolica di Lima nel 1986; dall’Università cattolica di Eichstätt nel 1987; dall’Università cattolica di Lublino nel 1988; dall’Università di Navarra (Pamplona, Spagna) nel 1998; dalla Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) nel 1999; dalla Facoltà di teologia dell’Università di Breslavia (Polonia) nel 2000.</p>
<div><strong></strong></div>
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		<title>CARITAS IN VERITATE DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI &#8211; Francesco Camaldo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 15:53:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LETTERA ENCICLICA CARITAS IN VERITATE DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE AI FEDELI LAICI E A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTÀ SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE NELLA CARITÀ E NELLA VERITÀ &#8211; FRANCESCO CAMALDO
INTRODUZIONE
1. La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s&#8217;è fatto testimone con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong><em>LETTERA ENCICLICA CARITAS IN VERITATE DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE AI FEDELI LAICI E A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTÀ SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE NELLA CARITÀ E NELLA VERITÀ &#8211; FRANCESCO CAMALDO</em></strong></span></p>
<p><span><em>INTRODUZIONE<br />
1. La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s&#8217;è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell&#8217;umanità intera. L&#8217;amore — « caritas » — è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero (cfr Gv 8,22). Difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carità. Questa, infatti, « si compiace della verità » (1 Cor 13,6). Tutti gli uomini avvertono l&#8217;interiore impulso ad amare in modo autentico: amore e verità non li abbandonano mai completamente, perché sono la vocazione posta da Dio nel cuore e nella mente di ogni uomo. Gesù Cristo purifica e libera dalle nostre povertà umane la ricerca dell&#8217;amore e della verità e ci svela in pienezza l&#8217;iniziativa di amore e il progetto di vita vera che Dio ha preparato per noi. In Cristo, la carità nella verità diventa il Volto della sua Persona, una vocazione per noi ad amare i nostri fratelli nella verità del suo progetto. Egli stesso, infatti, è la Verità (cfr Gv 14,6).</p>
<p>2. La carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa. Ogni responsabilità e impegno delineati da tale dottrina sono attinti alla carità che, secondo l&#8217;insegnamento di Gesù, è la sintesi di tutta la Legge (cfr Mt 22,36-40). Essa dà vera sostanza alla relazione personale con Dio e con il prossimo; è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici. Per la Chiesa — ammaestrata dal Vangelo — la carità è tutto perché, come insegna san Giovanni (cfr 1 Gv 4,8.16) e come ho ricordato nella mia prima Lettera enciclica, « Dio è carità » (Deus caritas est): dalla carità di Dio tutto proviene, per essa tutto prende forma, ad essa tutto tende. La carità è il dono più grande che Dio abbia dato agli uomini, è sua promessa e nostra speranza.<br />
Sono consapevole degli sviamenti e degli svuotamenti di senso a cui la carità è andata e va incontro, con il conseguente rischio di fraintenderla, di estrometterla dal vissuto etico e, in ogni caso, di impedirne la corretta valorizzazione. In ambito sociale, giuridico, culturale, politico, economico, ossia nei contesti più esposti a tale pericolo, ne viene dichiarata facilmente l&#8217;irrilevanza a interpretare e a dirigere le responsabilità morali. Di qui il bisogno di coniugare la carità con la verità non solo nella direzione, segnata da san Paolo, della « veritas in caritate » (Ef 4,15), ma anche in quella, inversa e complementare, della « caritas in veritate ». La verità va cercata, trovata ed espressa nell&#8217;« economia » della carità, ma la carità a sua volta va compresa, avvalorata e praticata nella luce della verità. In questo modo non avremo solo reso un servizio alla carità, illuminata dalla verità, ma avremo anche contribuito ad accreditare la verità, mostrandone il potere di autenticazione e di persuasione nel concreto del vivere sociale. Cosa, questa, di non poco conto oggi, in un contesto sociale e culturale che relativizza la verità, diventando spesso di essa incurante e ad essa restio.</p>
<p>3. Per questo stretto collegamento con la verità, la carità può essere riconosciuta come espressione autentica di umanità e come elemento di fondamentale importanza nelle relazioni umane, anche di natura pubblica. Solo nella verità la carità risplende e può essere autenticamente vissuta. La verità è luce che dà senso e valore alla carità. Questa luce è, a un tempo, quella della ragione e della fede, attraverso cui l&#8217;intelligenza perviene alla verità naturale e soprannaturale della carità: ne coglie il significato di donazione, di accoglienza e di comunione. Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L&#8217;amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell&#8217;amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. Nella verità la carità riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico, che è insieme « Agápe » e « Lógos »: Carità e Verità, Amore e Parola.</p>
<p>4. Perché piena di verità, la carità può essere dall&#8217;uomo compresa nella sua ricchezza di valori, condivisa e comunicata. La verità, infatti, è “lógos” che crea “diá-logos” e quindi comunicazione e comunione. La verità, facendo uscire gli uomini dalle opinioni e dalle sensazioni soggettive, consente loro di portarsi al di là delle determinazioni culturali e storiche e di incontrarsi nella valutazione del valore e della sostanza delle cose. La verità apre e unisce le intelligenze nel lógos dell&#8217;amore: è, questo, l&#8217;annuncio e la testimonianza cristiana della carità. Nell&#8217;attuale contesto sociale e culturale, in cui è diffusa la tendenza a relativizzare il vero, vivere la carità nella verità porta a comprendere che l&#8217;adesione ai valori del Cristianesimo è elemento non solo utile, ma indispensabile per la costruzione di una buona società e di un vero sviluppo umano integrale. Un Cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali. In questo modo non ci sarebbe più un vero e proprio posto per Dio nel mondo. Senza la verità, la carità viene relegata in un ambito ristretto e privato di relazioni. È esclusa dai progetti e dai processi di costruzione di uno sviluppo umano di portata universale, nel dialogo tra i saperi e le operatività.</p>
<p>5. La carità è amore ricevuto e donato. Essa è « grazia » (cháris). La sua scaturigine è l&#8217;amore sorgivo del Padre per il Figlio, nello Spirito Santo. È amore che dal Figlio discende su di noi. È amore creatore, per cui noi siamo; è amore redentore, per cui siamo ricreati. Amore rivelato e realizzato da Cristo (cfr Gv 13,1) e « riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo » (Rm 5,5). Destinatari dell&#8217;amore di Dio, gli uomini sono costituiti soggetti di carità, chiamati a farsi essi stessi strumenti della grazia, per effondere la carità di Dio e per tessere reti di carità.<br />
(&#8230;.) http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html</p>
<p>Francesco Camaldo: Prelato d’onore di Sua Santità e Cerimoniere Pontificio (27 giugno 1984). Decano dei Cerimonieri Pontifici. Monsignor Francesco Camaldo, importantre punto di riferimento della Chiesa.</p>
<p></em></p>
<p></span></p>
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		<title>THE GRAND DUCAL HOUSE OF TUSCANY &#8211; ORDINE DEL MERITO Francesco Camaldo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 15:47:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ORDINE DEL MERITO
SOTTO IL TITOLO Di S. GIUSEPPE
GRAN CANCELLERIA
GRAN MAESTRO
S. A. I. &#38; R. Arciduca Sigismondo d&#8217;Asburgo Lorena Toscana, Gran duca titolare di Toscana, Arciduca d&#8217;Austria, Principe reale di Ungheria e di Boemia
GRAN CANCELLIERE
Marchese Cav. Gr. Cr. Vittorio Pancrazi
VICE CANCELLIERE
Marchese Gr. Cr. Dott. Don Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni
VICE CANCELLIERE per LIVORNO
Nob. Gr. Cr. Dott. Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong>ORDINE DEL MERITO</p>
<p>SOTTO IL TITOLO Di S. GIUSEPPE</p>
<p>GRAN CANCELLERIA</p>
<p>GRAN MAESTRO</strong></strong></p>
<p><strong>S. A. I. &amp; R. Arciduca Sigismondo d&#8217;Asburgo Lorena Toscana, Gran duca titolare di Toscana, Arciduca d&#8217;Austria, Principe reale di Ungheria e di Boemia</strong></p>
<p>GRAN CANCELLIERE</p>
<p>Marchese Cav. Gr. Cr. Vittorio Pancrazi</p>
<p>VICE CANCELLIERE</p>
<p>Marchese Gr. Cr. Dott. Don Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni</p>
<p>VICE CANCELLIERE per LIVORNO</p>
<p>Nob. Gr. Cr. Dott. Giovanni Battista Biondi della Sdriscia</p>
<p>SEGRETARIO</p>
<p>Nobile Gr. Uff. Dott. Francesco d&#8217;Ayala Valva dei Marchesi di Valva, dei Conti di Racalmuto</p>
<p>SEGRETARIO per PISA</p>
<p>Gr. Uff. Dott. Umberto Ascani Menicucci</p>
<p>CAPPELLANO<br />
Padre Carlo Guarnieri</p>
<p>ARCHIVISTA</p>
<p>Marchese. Gr. Cr. Dott. Don Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni</p>
<p>SEDE DELLA GRAN CANCELLERIA</p>
<p>Viale dei Cipressi 8, 50041 Calenzano (FI)</p>
<p>RUOLO DELL&#8217;ORDINE</p>
<p>GRAN CROCI</p>
<p>1. S. A. I. &amp; R. Leopoldo d&#8217;Absurgo Lorena, Arciduca d&#8217;Austria, gia Gran duca titolare di Toscana</p>
<p>2. S.A.I. &amp; R. Radbot d&#8217;Absburgo Lorena, Arciduca di Austria, Principe di Toscana</p>
<p>3. S. E. Ven. Balì Frà Franz von Lobstein</p>
<p>4. Nob. Cav. Gr. Croce Dott. Rodolfo Bernardini</p>
<p>5. Nob. Dott. Giovanni Battista Biondi della Sdriscia</p>
<p>6. Pr. Dott. Don Paolo Boncompagni Ludovisi</p>
<p>7. C. te Prof. Avv. Neri Capponi</p>
<p>8. C.te Andrea Stanislao Ciechanowiecki</p>
<p>9. Prof. Giorgio Cucentrentoli, Conte di Monteloro</p>
<p>10. On. Dott. Alberto Lembo</p>
<p>11. B. ne Dott. Vittorio Manno</p>
<p>12. S.Em. Card. Paul Augustin Mayer</p>
<p>13. M. se Vittorio Pancrazi</p>
<p>14. M. se Prof. Avv. Aldo Pezzana Capranica Del Grillo</p>
<p>15. M.se D. Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni</p>
<p>16. C. te Dott. Giovanni Tadini Buoninsegni Tobler</p>
<p>GRANDI UFFICIALI</p>
<p>1. Gr. Uff. Dott. Umberto Ascani Menicucci</p>
<p>2. Nob. Dott. Francesco d&#8217;Ayala Valva, dei M.si di Valva, dei C.ti di Racalmuto</p>
<p>3. Comm. Cav. Lav. Flaminio Farnesi</p>
<p>COMMENDATORI</p>
<p>1. Adriano Ambrosi</p>
<p>2. Avv. Alessandro Antichi</p>
<p>3. Ing. Giovanni Bruno Bacci</p>
<p>4. Ing. Raffaele Becherucci</p>
<p>5. Dott. Maurizio Bettoja</p>
<p>6. Nob. Jacopo Biondi Santi</p>
<p>7. Nob. Avv. Paolo Borin</p>
<p>8. Dott. Enrico Bosi</p>
<p>9. Gr. Uff. Renzo Cartacci</p>
<p>10. Dott. Sergio Cortopassi</p>
<p>11. Avv. Gianmarino Delle Piane</p>
<p>12. Mons. Prof. Dott Andrea Drigani, Canonico di S. Maria del Fiore</p>
<p>13 Paolo Duccio Ducci</p>
<p>14. Pietro Maria Fenili</p>
<p>15. Christophe Gailly de Taurines</p>
<p>16. C. te Luigi Guelfi Camajani</p>
<p>17. Pier Paolo Guidi</p>
<p>18. Avv. Alfredo Guidotti</p>
<p>19. Rag. Francesco Lapucci</p>
<p>20. B.ne Giuseppe Manno</p>
<p>21. Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana</p>
<p>22. Dott. Marco Matteucci</p>
<p>23. Nob. Dott. Michele Mazzoni</p>
<p>24. Conte Laurent de Meeus d&#8217;Argenteuil</p>
<p>25. Prof. Mario Nebbiai</p>
<p>26. On. Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana</p>
<p>27. Salvatore Olivari</p>
<p>28. Johannes Rudolf Parsch</p>
<p>29. Nicola Polsoni</p>
<p>30. Placido Procesi</p>
<p>31. Prof. Ronald E. Prosser</p>
<p>31. Gr. Uff. Ammiraglio Luigi Romani</p>
<p>32. Ing. Cesare Maria Sabatucci Flavi</p>
<p>33. Nob. Guy Stair Sainty</p>
<p>34. Comandante Paolo Salvatori</p>
<p>35. Gen. Dott. Amos Spiazzi di Corte Regia</p>
<p>36. Franklin Samuel Stych</p>
<p>37. Colonnello Giancarlo Tarani</p>
<p>38. Giuseppe Tedeschi</p>
<p>CAVALIERI UFFICIALI</p>
<p>1. Prof. Luigi Borgia</p>
<p>2. <strong><a rel="nofollow" href="http://www.ewtn.com/holysee/interregnum/notables.asp">Mons. Francesco Camaldo </a></strong></p>
<p>CAVALIERI</p>
<p>1. Prof. Francesco Adorno</p>
<p>2. Nob. Urbano Alli Maccarani Palazzuoli Bevliacqua di Colle</p>
<p>3. Dott. Michele D&#8217;Andrea</p>
<p>4. Dott. Benedetto Annigoni</p>
<p>5. Avv. Alessandro Antichi</p>
<p>6. Gianni Bacciotti</p>
<p>7. Prof. Danilo Barsanti</p>
<p>8. Dott. Bernardo Basetti Sani Vettori</p>
<p>9. Dott. Aureliano Benedetti</p>
<p>10. Nob. Pier Luigi Bianchini Mortani</p>
<p>11. Nob. Giulio Biondi Bartolini</p>
<p>12. Giorgio Bubbi</p>
<p>13. Dott. Andrea Cappelli</p>
<p>14. Prof. Franco Cardini</p>
<p>15. Avv. Costantino Cavallazo</p>
<p>16. Dott. Antonio Cazzella</p>
<p>17. Avv. Gianfranco Cecchi Aglietti</p>
<p>18. Prof. Giuseppe (Pucci) Cipriani</p>
<p>19. Prof. Paolo R. Coppini</p>
<p>20. Nob. Fernando Crociani</p>
<p>21. Aldo Dell&#8217;Aversano</p>
<p>22. Dott. Carlo Alberto Dringoli .</p>
<p>23. Prof. Antonio Maria Fascetti</p>
<p>24. Fabrizio Ferri Personali</p>
<p>25. Don Jaime de Ferra y Gisbert</p>
<p>26. Fabrizio Franchi</p>
<p>27. Prof. Marco Gemignani</p>
<p>28. Padre Carlo Guarnieri</p>
<p>29. L&#8217;Avv. Prof. Roberto Guerrini</p>
<p>30. Giuseppe Filippo Imbalzamo</p>
<p>31. Mons. Angelo Livi</p>
<p>32. Dott. Alberto Longhi</p>
<p>33. Dott. Natale Mancioli di Vallorsina</p>
<p>34. Dott. Giulio Manetti</p>
<p>35. Dott. Marco Manetti</p>
<p>36. Dott. Andrea Marini</p>
<p>37. Avv. Alfonso Marini Dettina</p>
<p>38. Prof. Danilo Marrara</p>
<p>39. Don Giovanni Martini</p>
<p>40. Gr. Uff. Umberto Moschini</p>
<p>41. Maestro Sergio Nardoni</p>
<p>42. Dante Niccolai</p>
<p>43. Gennaro Oliva</p>
<p>44. Prof. Alessandro Panajia</p>
<p>45. Nobile Dott. Giuseppe dei Marchesi Pancrazi</p>
<p>46. Nob. Avv. Nello Pasquini</p>
<p>47. Dott. Massimiliano Pescini</p>
<p>48. Cesare Rossi</p>
<p>49. Raniero M. Salvaggi</p>
<p>50. Prof. Franco Scaramuzzi</p>
<p>51. Egisto Squarci</p>
<p>52. Colonnello Antonio Tarantino</p>
<p>53. On. Flavio Tattarini</p>
<p>54. Cav. Luigi Toninelli</p>
<p>55. Mons. Alberto Vallini</p>
<p>56. Guglielmo Vezzosi</p>
<p>57. Dott. Antonio Villoresi</p>
<p>58. Ing. Alessandro Viti</p>
<p>59. Nob. Gerald Warner of Craigenmaddie</p>
<p>60. Dott. Aubrey Westinghouse</p>
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		<title>Libro di Mons. Francesco Camaldo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 15:23:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Franco Camaldo - Attivita]]></category>
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		<description><![CDATA[Libro di Mons. Francesco Camaldo "Il culto della Vergine Santissima della Neve del Monte Sirino in Lagonegro"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.naymz.com/search/francesco/camaldo/2665043">Monsignor Francesco Camaldo</a>, importante punto di riferimento della Chiesa, ha da poco presentato un libro. <a href="http://www.ecademy.com/node.php?id=133085">Il libro di Monsignor Francesco Camaldo </a>ha come titolo: &#8220;Il culto della Vergine Santissima della Neve del Monte Sirino in Lagonegro.&#8221; Monsignor Francesco Camaldo, molto attaccato alle radici della sua terra, è nato proprio a Lagonegro. Il libro di Monsignor Francesco Camaldo è stato presentato lo scorso mese ed è edito da Edizioni DINO.</p>
<p>Per info sul libro di Monsignor Francesco Camaldo è possibile visitare il suo sito ufficiale al link <a href="http://www.camaldo.info/wp-admin/www.francescocamaldo.it">www.francescocamaldo.it</a></p>
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